venerdì 23 gennaio 2009

Classica

premessa: la prima parte in corsivo è vecchia di mesi, non mi ricordavo di aver lasciato a metà un mio stream of consciousness

Presto presto su i cappotti che se no faremo tardi e non avremo nemmeno il tempo per mettere qualcosa sotto i denti.
sono già le 19 e il concerto comincerà alle 21.

Una semplice e gustosa pizza la nostra cena, e poi 4 passi sino al conservatorio di Milano, ci aspetta una serata intitolata "L'angelico e il demonico" del pianista americano Jeffrey Swann.

é la prima volta che vado al conservatorio qui a Milano, non la prima che ho il piacere di ascoltare dell'ottima musica classica.


Mi sarei aspettato un posto più "grandioso" per il conservatorio, invece il posto è un po vissuto, il che rende l'esperienza ancora più viva.

Il programma è molto interessante e riporta questi pezzi:

SCHUBERT/LISZT: Ave Maria - Erlkönig

B.SMETANA : Macbeth e le Streghe

E. GRIEG : Marcia dei Nani

R. SCHUMANN : Kreisleriana, op. 16

M. RAVEL : Gaspard de la Nuit

CHOPIN/FAZZARI: Studio op. 25, No 2

F. LISZT : Angélus:Prière aux anges gardiens
Mephisto Valzer n. 1



Grazie alla mia passione per la musica classica conoscevo i 5/7 del programma ma due sono stati i pezzi che mi hanno colpito per diverse motivazioni:
L'Ave Maria e la Kreisleriana.

SCHUBERT mi emoziona sempre perchè riesce a tradurre in note quello che spesso le parole non riescono. La sensazione primaria è quella che queste note siano una diretta emanazione di una Divinità superiore.
La melodia scivola lenta, celestiale, ipnotica e imprime nel corpo una diffusa sensazione di benessere misto a stordimento da Sindrome di Stendhal.
Ogni volta riesco a commuovermi.

SCHUMANN invece stupisce per la complessità della Kreisleriana, traspare anche dalle parole della famosa lettera ch’egli inviò a Clara Wieck, quella che sarebbe poi divenuta sua moglie: "Ho terminato una serie di pezzi nuovi; li ho intitolati Kreisleriana. Tu e il pensiero di te li dominano completamente, cosicché voglio dedicarteli, a te e a nessun altro. E allora sorriderai con quella grazia che ti è propria e ti riconoscerai. La mia musica mi sembra adesso così meravigliosamente realizzata, così semplice e uscita dritta dal cuore… Musica bizzarra, musica folle, a volte solenne; spalancherai gli occhi quando la suonerai! Del resto mi capita molte volte in questo periodo di sentirmi scoppiare di idee musicali!".

Ho la sensazione che mi manchi sempre qualcosa per comprenderla in modo sufficiente e ho ascoltato più volte le esecuzioni trovate su Youtube.
Solo la sua complessità e difficoltà tecnica mi sono chiarissime.

Penso che farò un abbonamento annuale al conservatorio..

mercoledì 21 gennaio 2009

é successo

Alla fine doveva capitare, dopo un amore durato 2 anni e spiccioli la storia finisce qui.
Ho riflettuto sulla decisione da prendere dall'estate 2008, era giunto il momento.
Quel gusto che provavo nello scorrere le varie pagine del sito ormai è svanito.
Non mi ci ritrovo più, nell'ultimo periodo l'ho frequentato solo per abitudine e per non "deludere" persone che alla mia presenza ci tenevano, o almeno credo.
la verità è che come la vita è ciclica anche gli amori, le passioni e quant'altro lo sono.
ebbene qui il ciclo è finito con un grazie ed un addio sofferto ma voluto.

Addio...

martedì 20 gennaio 2009

fugaci istanti...

Stasera mentre rientravo a casa la pioggia continuava impertterrita a cadere.
Fa freddo a Milano e la pioggia gelata di queste ore non aiuta di certo a dare l'impressione di calore nell'animo di una persona.
Invece l'insolito è dietro l'angolo, dove meno te lo aspetti.

Un giovane albero ceduo, uno scheletro d'albero nella buia notte.
una siluette sottile eppur forte nella sua immota essenza.
una fonte di luce, uno dei milioni di lampioni che illuminano le strade di notte, un controluce che mi colpisce come una fitta agli occhi per la meraviglia.
Su tutta quell'immobilità ramificata una miriade di piccoli diamanti traslucidi, attaccati con tutte le loro forze ad ogni angolo, ad ogni piega di ogni ramo.
tremuli piccoli punti di luce che quasi riescono a condensare la pioggia che sta cadendo in un fermo immagine nel quale vedo ogni singola goccia cadere.

Come una qualsiasi giornata di un mese invernale possa riscaldare il cuore di un animo irrequieto non me lo riesco a spiegare.

traslucente bellezza...

lunedì 19 gennaio 2009

Presenza costante

Ci gira intorno silenziosa,
invisibile ma presente, accompagna le nostre vite dalla nascita aspettando con pazienza il momento giusto per intervenire.
A volte ci sembra che accada troppo presto a volte troppo tardi,
che ad alcuni siano date troppe possibilità ad altri troppo poche.
In alcuni momenti della nostra vita, vorremmo averla come amica per poterle chiedere più tempo, quello che al giorno d'oggi non ci basta mai.
Io la immagino altera, estremamente affascinante e tutto sommato dolce accompagnatrice, dove tutti la vedono semplicemente come l'oscura signora io vedo una donna bellissima ed elegante in un magnifico abito di raso nero lucente che mi accompagnerà nell'unico viaggio che siamo costretti ad affrontare da soli.
Almeno avrò l'illusoria sensazione di non essere in completa solitudine

La morte

domenica 18 gennaio 2009

Magyar Nyelv

Devo smetterla di alzarmi la notte e materializzare attraverso le lettere dell'alfabeto i miei pensieri.
Non è salutare dormire così poco, poi mi stupisco di avere l'emicrania da tre giorni...

oggi mi è capitato di poter parlare con un'amica di uno dei miei più cari amici nella mia lingua natia.
In genere comunico nell'antico idioma magiaro quasi esclusivamente con mia madre, mia sorella e mia nonna e con i miei amici di Budapest quando sono a "casa"..
Da qui potrebbe nascere un'altra considerazione ma per questa volta non la materializzerò.

Invece il sottile piacere di parlarsi in una lingua amica, una lingua che permette quando si è lontani da casa di ricavarsi un personale bozzolo di sicurezza e di sensazione di casa.

Lei perchè è lontana da casa, io perchè vivo lontano da quella che è la mia terra natia dove vorrei tornare più spesso rispetto a quello che le mie attuali possibilità economiche possono permettermi.

è curioso constatare che quando due connazionali si incontrano in un paese straniero alla fin fine vanno a parare sempre della loro terra natia e dei suoi sapori.

Difatti abbiamo organizzato a data da definirsi una cena magiara con tutti i crismi, con entrambi in cucina a spadellare delizie insolite ai palati italiani.

è stato un pomeriggio imprevisto, doloroso ( grazie alla mia emicrania che non mi abbandona da tre giorni ), inaspettato e divertente.

peccato che Budapest sia a quasi 1000 km da questa nebbiosa città...

Sensazioni di casa..

venerdì 16 gennaio 2009

Domande ricorrenti

È un periodo strano,
mi trovo a riflettere alla una di notte su fatti che mi stanno accadendo in questi giorni.

Fino a che punto l'amicizia tra 2 ragazzi è considerata “sana” e quando invece no?
Perchè dovrei limitare il sincero affetto verso un caro amico? Perchè la gente godrebbe nel malignare attorno ad un'amicizia con la “a” maiuscola, perchè forse nel mondo di oggi c'è in giro troppa invidia??
é un istinto di conservazione, un cercare di evitare la sofferenza quello che ci copre di una patina di cenere nei rapporti interpersonali?
Nelle amicizie e nell' amore non ho mai sopportato le sfumature, il mio lato razionale vede tutto o bianco o nero. Cerco di aprirmi completamente all'amicizia e Dio solo sa le batoste che ho preso per eccesso di fiducia.
Poi capita la magia, le persone che ti sono attorno si fidano di te, ti raccontano cose che non racconterebbero ad altri e tu ti ritrovi a soffrire con loro nelle loro sofferenze ad essere felice sino alle lacrime quando loro lo sono.

Quindi alla fine l'amicizia cos'è? È un sentire complice le cose quindi, un capirsi al volo, un sapere le esigenze dell'altra o dell'altro alla prima occhiata senza bisogno di parole?

Ma allora la differenza tra l'amore e l'amicizia è davvero così labile?

Poi capita che una ragazza sparita nel nulla poco prima dell'estate i ricontatta agli inizi di gennaio.
Sono davanti al mio notebook incredulo al quel lampeggiare di messenger...
Poi quell'unica domanda che mi frulla in testa vorticosamente: “ma … sei veramente tu?!?!?”
poi le parole scorrono come se ci fossimo sentiti fino a 2 minuti prima.
La cosa buffa è che non ci siamo mai visti e che pur avendo i rispettivi numeri di telefono non ci siamo mai parlati. Ti considero una persona speciale e lo sai e non voglio rovinarmi il gusto di ascoltare o meglio sentire la tua voce. Cullo il pensiero di sorprendermi e di sorprenderti con il mio stupore per poi ricominciare a parlare del più e del meno.
E li la mia mente ricomincia questo vorticoso flusso di domande:
ma perchè tutto questo tempo? Perchè proprio adesso? Non credo nelle seconde possibilità però adesso sono contento che magari ci sarà l'occasione di trasformare questa amicizia virtuale in una vera amicizia.

Questa sera invece voglio sentire una voce che conosco bene, ho imparato ad apprezzare la persona a cui appartiene, come ho sentito la tua voce sull'orlo del pianto ho immaginato i momenti precedenti alla tua risposta. Tu che guardi il telefono e lo lasci squillare, solo in casa quando vorresti essere con lei, vuoi parlare delle difficoltà che attraversate ma non sei certo di volerlo fare.
Eppure alla fine cedi e mi parli, mi parlerai per quasi un'ora, ti parlo per quasi un'ora sento lo sconforto, la pena e in tutto questo anche il sollievo che provi sapendo di poter contare su qualcuno.
Sappi che potrai sempre farlo in ogni momento. E quel messaggio non era ne scontato ne prevedibile, sappi che le parole più semplici spesso sono dense di significato e sono le più difficili da dire. Ti voglio bene anche io e tanto.

Sempre questa sera ero a casa di un amico, è strano constatare come ci si capisca al volo.
La sua pazienza nell'aspettare che io metta giù il telefono. Non avevo il coraggio di farlo, non era il momento di metterlo giù. C'era chi in quel momento aveva più bisogno di me. Poi la serata, la cena, il dvd. Tutto come sempre in una rassicurante routine. A lui posso chiedere in prestito le cose, di lui so che posso fidarmi, so che posso dire quello che penso senza filtri a costo di incazzarmi e so che per lui è lo stesso. Ci conosciamo da più di 15 anni eppure a parte una stempiatura ed un po di pancetta in più è sempre lo stesso ragazzino di sempre con cui passavo ore ed ore a giocare a ping pong prima in un giardino di una casa residenziale e poi in quella camera d'appartamento votata a sala giochi.

Poi gli amici lontani quelli che forse non hanno la minima idea di quanto siano importanti per me, dell'importanza della loro opinione, di uno sguardo o di una stretta di mano.

Questo mi porta ad un'altra considerazione: quanto le nostre azioni influiscono sulla vita dei nostri amici??
i consigli e le opinioni che ho dato stasera saranno utili? E se fossero stati quelli sbagliati??
sarebbe bello avere la certezza di non far soffrire le persone a cui si tiene.
Ma forse è solo il fatto di pensare a tutto ciò che ci da una marcia in più? A non essere vuote marionette nelle mani di una società allo sbando??

Spero di continuare a pormi domande, la curiosità e la voglia di conoscere mantiene vivi, come gli amici sinceri

Amicizia

lunedì 12 gennaio 2009

Limbara

Occhi impauriti, un angolo occupato, respiro affannato, le orecchie sempre indietro.
Così il nostro primo approccio, sfiducia totale nell'essere umano che avevi davanti, a torto.

Anche una creatura grande come un cavallo teme l'uomo quando con un solo calcio potrebbe mettere fine alla nostra esistenza in pochi centesimi di secondo.

Ebbene si, Limbara ed io abbiamo cominciato proprio male non per mia colpa.
Purtroppo non solo noi abbiamo la fortuna o la sfortuna di incontrare le persone giuste o sbagliate.
Anche i cavalli nel loro piccolo possono trovare pessimi domatori o veri amanti degli equini che sanno usare l'etologia per infondergli fiducia.
Limbara è stata sfortunata, ha avuto un pessimo domatore, non può essere altrimenti. Un atteggiamento così sulla difensiva non si spiegherebbe altrimenti.

Una delle mie soddisfazioni più grandi, riuscire a cambiare quella morella da un animale intrattabile ad uno “pseudocane” fin troppo cresciuto.
Ci son voluti mesi di pazienza incrollabile, vedere la sua sorpresa nel rendersi conto che l'essere umano che aveva davanti non l'avrebbe picchiata. Per assurdo era disorientata, ormai doveva essere talmente abituata alle botte che se le aspettava inconsciamente.

Mettergli il morso e la sella le prime volte era un vero e proprio incubo, gonfiava la pancia pur di non farsi stringere il sottopancia, le orecchie costantemente indietro, gli sbuffi e la minaccia di morderti.

Con tanto affetto verso una creatura grande ma tutto sommato semplice nei suoi bisogni lei ha prima smesso di tirare indietro le orecchie, poi ha smesso di gonfiare la pancia...
Ma la prova più lampante della sua ritrovata fiducia nell'uomo è stato il non dovergli più mettere la capezza per spostarla dal box, sentirla nitrire appena arrivavo in maneggio, e venirmi dietro imparando ad obbedire ai pochi comandi che le avevo insegnato. Insomma un cagnolino ubbidiente sotto le spoglie di una cavalla di oltre 600 kg.

Lo sguardo tornato dolce, il farti abbracciare il collo quando ne avevo voglia, il tuo mordicchiare delicato le mie tasche in cerca di qualcosa di goloso...

è incredibile come gli animali riescano a darti una fiducia incondizionata facendoti sentire il re del mondo, l'unica cosa da cui dipendono, da cui si lasciano guidare. Si butterebbero nel fuoco per te, ti salverebbero la vita perchè ormai per loro sei qualcosa di più di un semplice amico...

Limbara

Momenti Riaffioranti

Delle semplici foto, recuperate da un cassetto per fare una cernita di quelle giuste per una presentazione sulla mia vita per una grande casa motociclistica. Delle vecchie foto, dei bei ricordi solo un po assopiti, delle facce cambiate poco...

Amici ecco cosa vedo in queste foto, sorrisi a 1000 denti, facce stanche , Berlino, Parigi, Dublino, Monaco di Baviera, Budapest...

i pensieri che corrono nella mia mente mi fanno fare salti mortali lunghi migliaia di chilometri tra una capitale e l'altra.

Una pizza agli spinaci in un pub con la sabbia vera in terra a Berlino est, una Guinness servita con tutti i crismi al Gravity Bar di Dublino, una squisita Dobos torta al Ruszwurm di Budapest.

Momenti indimenticabili di un'amicizia che continua imperterrita da anni, con i suoi alti e bassi.

Sono le persone a fare le amicizie?? lo è il caso che le fa incontrare? Oppure sono solo personalità dissimili che si attraggono??

Cosa ci porta ad avvicinare determinate persone piuttosto che altre?

Perchè due uomini con la stessa passione per le due ruote amano strade così differenti e nello stesso tempo godono nel fare assieme quella manciata di chilometri che separano Loiano da Monghidoro?

Perchè due spiriti liberi, uno che vive su una splendida isola in mezzo al mediterraneo ed uno che vive in una fredda città del nord hanno il bisogno di confrontare le proprie impressioni e quel che scrivono per hobby così di sovente??

Domande a cui non so dare una risposta, o forse la risposta è nel nostro cuore, nella nostra curiosità di scoprire di non accontentarci delle prime superficiali impressioni.

La superficialità è uno dei mali che sta lentamente soffocando la capacità delle persone di pensare con le loro teste, che stritola i pensieri e che appiattisce tutto.

Le foto, sembrano vecchie amiche con acconciature rinascimentali che mi guardano con il loro fare ammicante, sfidandomi a ritrovare sensazioni forse solo smarrite per essere ritrovate al momento giusto, per riprendere contatti magari sfilacciati con amicizie passate, con cui si è condiviso molto.

Capodanni in Toscana, in Sardegna, nella provincia di Varese...

Ma anche veloci ma faticose tirate tutte d'un fiato in una terra ricca di montagne, dove stringere amicizie salde anche grazie ad inconvenienti di percorso, magari bevendo del latte appena munto da un contenitore di plastica graduato...

istantanee di un passato più o meno recente ma in ogni caso...


Frammenti di vita

venerdì 9 gennaio 2009

Fiocca la neve fiocca!!

La neve in città è sempre uno spettacolo inusuale quanto ipnotico.
Il cielo diventa lattiginoso, di un grigio uniforme ma di una luminosità che non ti spieghi.
le ombre sono inesistenti, i contorni si stemperano fino a confondersi e poi il primo candido fiocco.
Il primo di una lunghissima serie che modificherà il paesaggio in modo drastico.
Mi addormento alla sera che i fiocchi cominciano a scendere ma una volta tirata su la tapparella....
la magia è ancora in corso, tutto è candido come se gli alberi in giardino fossero agghindati in un abito bianco vaporoso e voluminoso.
é presto e sui 20 cm di neve che si sono posati ovunque non c'è ancora traccia umana, tutto è perfettamente lineare, segue i contorni delle cose senza interruzione alcuna.
In questi casi è un piacere essere i primi a "violentare" la soffice coltre con i propri passi.
quel rumore unico che è un mix tra un fruscio ed uno scricchiolio sotto i piedi.
un po come il suono emesso dal contatto delle lamine di uno sci e la pista innevata. Uno dei rumori più gustosi che ci siano al mondo.
Osservare il candido fiocco che non ha fretta di raggiungere i suoi miliardi di compagni già uniti in manto nevoso, come se volesse rallentare il più possibile il suo arrivo a terra fluttuando in un moto caotico ma semplicemente perfetto..
il bianco si confonde nelle mille sfumature di grigio e la luce diventa accecante nonostante non ci sia un solo cm quadrato di cielo libero.
Il bianco riflette se stesso ingannando la vista, accecandola ripetutamente.
l'atmosfera festiva è garantita nonostante si sia già di ritorno alle attività lavorative.
Il gusto della neve è strano è unico ovunque ci si trovi, tutti da bambini l'abbiamo assaggiata almeno una volta, alla fine è acqua sotto forma di cristalli più o meno fini però quello che colpisce di più è cosa riesce a creare con l'udito.
i suoni divengono rarefatti, tutto è ovattato e come se il mondo mettesse un silenziatore naturale che assorbe il tremendo caos generato dalla città.
Nei primi momenti questa sensazione è accentuata dal fatto che anche le strade sono invase dalla bianca e vaporosa materia. Poi la magia cessa e lascia di nuovo spazio al nastro d'asfalto che rende il manto nevoso sempre più sporco fino a farlo sparire grazie ai numerosi passaggi delle auto.
Una forntuna che Milano in questa gran nevicata non ha avuto è la costante della temperatura sottozero.
In quei casi come nell'inverno 2002 a Budapest una nevicata di tre giorni lasciò come regalo di natale un manto nevoso di 50 cm.
il tempo dopo la nevicata migliorò tanto da non permettere nemmeno ad una nuvola di "sporcare" l'azzurro intenso del cielo però i venti siberiani tennero per giorni il termometro sotto lo zero termico, facendo durare quella magia per più di una settimana con tanto di Danubio ghiacciato a lastroni.
Un sinistro scricchiolio faceva comprendere che sotto un' apparente immobilità il grande fiume era vivo e vegeto...

La magia della Neve.

giovedì 8 gennaio 2009

Giornata perfetta, Uomo quasi perfetto

Beh! dire che il collegamento con l'altro mio scritto è palese...
Alagna comincia a piecermi sempre di più anche se questa volta la partenza non è stata proprio facile.
Mi spiego, il fatto di non essere indipendente dal punto di vista motoristico a 4 ruote per me in questi casi è un vero e proprio limite, ma la passione motoristica ai tempi impose una scelta o 2 o 4 ruote. Ancora oggi rifarei quella scelta un milione di volte.
la macchina è un mero mezzo di trasporto, la Moto ( il maiuscolo non è un errore di battitura ) è PASSIONE PURA al 100%.
Detto questo rientro in argomento, perchè questo potrebbe sviarmi dal vero proposito che mi spinge a scrivere questo insieme di pensieri.
Dicevo l'alba (ore 4.45) del 5 gennaio 2009 è stata un po traumatica dal punto di vista della sveglia, devo smetterla di mettere suonerie strane sulla sveglia del mio telefono mobile, per poco non mi prendeva un colpo quando ha cominciato aad ululare un'allegra suoneria tzigana.
ah! le origini alla fine mi danno una spinta in più come un bel calcio nel di dietro.
fifty fifty direi.
alla fine l'appuntamento con il ligure e la sarda era alle 7.00 alla fermata della MM1 di Milano Molino Dorino.
La nebbia è inclemente e rende il freddo ancor più pungente.
Sembro uno che sta traslocando con il suo sacchettone blu dell'IKEA, era l'unica cosa abbastanza resistente da contenere la mia tuta da sci, e gli indumenti termici necessari ad una sana e corroborante SCIATAAAAAAA.
L'Amico di Varese ci aspetta all'uscita della tangenziale e per me il viaggio continua con lui e con al sua "Ciccia" rossa.
Mezzo icredibile, Jappo anche lei 200,000 km suonati e non sentirli.
arriviamo dopo un paio (uhmmmm forso qualcuno di più) di sorpassi "cattivi" ad Alagna alle 9 e spiccioli minuti.
La nebbia è oramai un lontano ricordo, ed il sole ormai splende su un cielo azzurro come ormai Alagna ci ha abituato.
La neve è tenta e pregusto già le piste con i miei Volkl appena nolleggiati.
Un veloce acquisto dello skipass e il simpatico Gruppetto di "milanesi" acquisiti ed il varesotto sportiveggiante sono ai 2050 mt dell'arrivo dell'ovovia.
la neve è perfetta, e "scricchiola" sotto gli scarponi.
Il ligure ha fame, ringrazio il cielo perchè se no gli avrei addentato io un braccio.
Così invece ci mangiamo una focaccia ed una rustichella e siamo in linea di partenza.
l'arrivo in cima alla seggiovia è come un inizio di una nuova avventura bianca.
la discesa è insospettabilmente sciolta, saranno i Volkl o sono solo io che sono migliorato?
la giornata mi permetterà di capirlo via .... sciando.
rimango solo nella discesa, la pista è semideserta, la neve stride sotto gli sci, un rumore che mi esalta sempre, lo associo sempre a sensazioni piacevoli come il cammire sulla neve fresca quando è ancora immacolata , essere il primo a farlo.. Non sarà che è la neve in se a darmi sensazioni positive?
Il ligure segue la sua sarda metà nei suoi primi approcci con la tavola, io e l'Amico di Varese con i nostri classici sci ivece ci portiamo un pon avanti, siamo più o meno allo stesso livello e quindi non dobbiamo aspettarci troppo l'un l'altro.
Diciamo che in certi frangenti io sono più veloce, ma lui è assolutamente più tecnico.
Credo di essere orrendo da vedere, l'obbiettivo è essere più tecnico ed avere un filo di stile in più.
Però per oggi chissenefreeeega!!!! mi sto divertendo un mondo e sto sciando piuttosto bene, nel senso che non fatico, nulla mi risulta troppo difficile da fare e la discesa scorre via e siamo di nuovo agli impianti di risalita.
Cambiamo pista, un po di difficoltà in più, testiamo se le sensazioni iniziali sono reali.
la difficoltà aumenta la facilità di sciata anche, devono per forza essere gli sci non c'è altra spiegazione. :-D
nel frattempo il ligure con la tavola ci raggiunge e ci passa tipo soffio di vento di un cartone animato americano...
Direi che il ragazzo ha talento, anche se forse se la mena un tantinello di troppo.
Gressoney è li in fondo alla valle opposta, peccato che ci sia un sentiero totalmente piatto che va fatto di spinta, e peccato che un gatto delle nevi mi voglia investire in questo faticoso frangente.
poi la sorpresa, la pista che nella giornata di Sant'Ambrogio era un pullulare di gente, oggi, nell'istante che la percorro è praticamente deserta. tutta per me posso fare le linee che voglio.
Il vociare delle persone è dissolto, solo il fruscio della velocità nelle orecchie, il freddo che si insinua sotto il cappello, gli occhi che lacrimano nella percorrenza di un versante ormai in ombra.
La Montagna sa sorprenderti sempre nel bene e nel male.
Anche stavolta rischiamo di perdere l'ultimo collegamento per Alagna e quindi via di gran carriera verso gli impianti. è decisamente strano rendersi conto di essere in forma quando invece ci si aspetterebbe di essere esausti. In cima al passo Salati decidiamo di percorrere di nuovo tutta la pista che ci riporterà in paese.
quella del mio "Voglio un elicotteeeeerooooo!!!!"
Un filo di timore in sottofondo come se fosse una colonna sonora però affronto la cosa con sana ma profondissima salutistica ANSIAAAAA.
però dopo le prima curve tutto si appiana, va tutto bene e anche i tratti azzurri di ghiaccio mi fanno gola e mi faccio sempre più ardito.
Alla fine al cartello di "STOP" che identifica il nostro arrivo sono felice.
E stata una giornata GRANDIOSA come la sosta Cioccolata e Miacci.
Il ritorno in macchina tranquillo e di poche parole.
a sera inoltrata un messaggio sul telefono mobile:
"Ho le gambe che urlano....Però di felicità.... ;-)"
Come non essere d'accordo Amico mio.