giovedì 27 gennaio 2011

Natura,moto e Dio

Non è Mia ma di un Buon Amico
La potenza della natura,il suo ripetersi ciclica e maestosa è una cosa che mi ha sempre sconvolto. So che quello che dirò potrà far incazzare molti ma son sempre più fermamente convinto che il vero nome di Dio sia Natura e viceversa. Intesa come forza che avvolge il nostro mondo,che lo governa e gli permette di rigenerarsi. Credo che l'uomo abbia concepito il concetto di divinità nel momento stesso in cui ha capito di essere un piccolo punto,un niente in confronto al "tutto" estremo che lo circonda e lo domina e allora ha dovuto crearsi un padrone per poter supplicare un aiuto,ha dovuto razionalizzare la sua esistenza e darle uno scopo. Ha voluto scrivere le gerarchie dell'esistenza. La natura è quando di più grande,maestoso e potente possa esistere,non ha bisogno dell'uomo per manifestarsi,c'era prima di noi e ci sarà dopo,sotto forme diverse.
Le dolomiti.. quanta roccia plasmata dal tempo e dell'atmosfera,quante cose hanno visto e ancora vedranno,compresi quei piccoli esserini che si muovono come fulmini sui loro pendii,d'estate chiusi in tuta di pelle e l’inverno accarezzandone la neve.
una cascata.acqua che scende da millenni tutti i giorni,tutte le notti,immutabile,che io sia qua a vederla o che sia casa,lei scenderà,l'acqua scorrerà a valle portando la vita per poi ritornare,in un ciclo infinito. Ghiaccerà d'inverno,a primavera tornerà a scorrere e in lei rifiorirà la vita.

Guardo le nuvole che stanno diventando sempre più minacciose in fronte a me,mi bagneranno ancora una volta e penso che non siamo nulla. E' acqua. Ossigeno frullato con idrogeno,come dire benzina e dinamite che se ne stanno li,innocui e mi scivoleranno addosso. E portano la vita. Sento il tuono che mi assorda,e mi ammutolisco ancora una volta. I fiori sbocceranno comunque. 

Siamo solo un passaggio,una malattia forse,un piccolo secondo nell'eternità e l'accettare questo non è segno di resa secondo me,è solo una presa di coscienza. Perché non c'è nulla contro cui combattere,non c'è nulla da difendere. Siamo dei figli che si ribellano ai genitori e saremo costretti a dargli ragione. 

La fotosintesi clorofilliana. Assorbire una sostanza tossica per poi trasformarla in indispensabile alla vita grazie all'energia solare.. è di una forza terrificante. Cazzo,neanche il più pazzo scienziato sarebbe mai riuscito a pensare una cosa del genere. La magia chiamata amore che fa scegliere la compagna di una vita,com'è spiegabile..Il battito del nostro cuore,va avanti da poco prima di due mesi dal nostro concepimento e ci accompagna fino alla fine del nostro ciclo vitale. ecco,in questo io vedo la Natura,vedo il volto di Dio. 
Pensateci un attimo quando vedete un paesaggio puro,per puro intendi qualche spiaggia incontaminata o una vallata di alta montagna,posti in cui i segni dell'uomo non esistono o quantomeno non sono visibili. Ecco,immaginateli e focalizzateli nella vostra mente. Vedete questa valle,verde,che vi para davanti e sale fino ai picchi circostanti. Sentite l'aria fresca che vi apre i polmoni,i fiori e l'erba ce si muovono piano,smossi leggermente dal vento. Il sole vi scalda la pelle e la leggera brezza vi culla,come dolci carezze invisibili. Ora guardatevi intorno.. questo c'è sempre stato,questo ci sarà sempre. Voi lo state assaporando,sentite il sapore della natura? Questo è il tutto.
Fermarsi,spegnere la moto e guardare il mondo. Non con gli occhi,con il cuore. Questo è il senso di un viaggio in moto. Tutte le strade percorsi con i profumi che si infilano nel casco,prima di pini,poi fiori,l'odore del mare che vi riempie le narici e vi chiama sul bagnasciuga. Questo non lo potete sentire chiusi nell'abitacolo di una macchina,lo potete solo immaginare.

Credo che Dio abbia una moto.

Grazie Ale

lunedì 24 gennaio 2011

La Paola di Torba di Gornate Olona (2)

Avevo già descritto questo luogo magico (La Paola di Torba di Gornate Olona),  non riesco a non farlo quando una semplice serata in compagnia di un amico diventa qualcosa di più.

Un venerdì di metà gennaio, lo Stè come coprotagonista designato, un luogo dove entro sempre con discrezione per valutare al meglio la mia percentuale d'intrusione.

Si perchè alla Trattoria di Torba l'atmosfera d'antan regna sovrana, riuscire ad immergervisi è un momento da gustare e prolungare, se possibile....

Siamo in ritardo già prima di ordinare, scopriremo poi che i nostri Amici avevano già intuito che ci avrebbero aspettato a lungo per il consueto incontro "birroso" del venerdì.

Dalla prima volta sono passata tante altre visite, adesso la Paola e la Daniela non sono più semplici gestori di una trattoria amata bensì persone che ho il gran privilegio di conoscere e che, grazie all'intercessione di un amico, mi permettono di condividere momenti della loro esistenza.

La Paola sempre discreta, i suoi ricci ribelli intrappolati da una forcina una volta o raccolti da uno chignon un'altra, sempre sorridente e disponibile, il rito della declamazione del menù che avviene di nuovo, ora però riesco anche nell'ardire di interromperlo.

Intravedere la Daniela in cucina è una sicurezza, ho la certezza che anche il peggiore degli imprevisti sia sotto controllo, che abbia la totale padronanza della situazione grazie ad una notevole pragmaticità ed una praticità fuori dal comune.

Due sorelle parte di un unico disegno eppur diversissime, il sole e la luna, lo yin e lo yang, il sale ed il pepe, il sogno e la razionalità.

Non riuscirei però ad immaginare questo posto senza una di loro, è perfetto così con le sue atmosfere e la genuinità sapida della sua cucina.

Certo in questo periodo, dopo i bagordi delle festività non è il posto consigliabile per rimanere in linea viste le innumerevoli tentazioni a cui si è sottoposti.

Nonostante tutto sono stato bravo, non ho bevuto alcolici, ho scelto piatti leggeri e saporiti non sentendomi troppo in colpa verso il RAC ( Regime Alimentare Controllato ) appena intrapreso.

venerdì 7 gennaio 2011

Sms....

"Solo poche e speciali persone riceveranno gli auguri di buon anno da me......
Il Dav è tra queste persone perchè mi ha fatto passare alcuni dei giorni più belli di questo 2010.....
ma soprattutto perchè è sicuramente una delle persone migliori che io abbia la fortuna di conoscere!!!
Dav ti auguro con tutto il cuore che il 2011 sia un anno davvero fortunato e speciale!!"

Questo il testo di un sms arrivato da un caro amico...
ebbene, questo tipo di messaggi riescono a commuovermi ed a farmi sentire in pace con il mondo e con me stesso, confermandomi che spesso mie le mie scelte vengono fatte più per il piacere altrui che per il mio personale...

Auguro anche a te, di cuore Mauro, un 2011 spettacolare, confidando nella tua partecipazione all' OTM 2011.

:)

per il momento ti dedico questa, un abbraccio!!!

martedì 21 dicembre 2010

MMX

Cosa rimane?
tanti momenti belli e tanti brutti.
L'anno che sta morendo lentamente mi ha dato grandissime soddisfazioni ma anche forti dolori.
tre gruppi di date su tutto:

Aprile 8-9-10-11

Luglio 23-24-25

Agosto 23-24-25-26-27

rispettivamente:

Mugello sulla S1000RR,

è stato una specie di weekend lungo, cominciato un giovedì mattina all'alba direzione Bologna.
giovedì terminato con vagonate di adrenalina dovute alla moto dei miei sogni, ad aver avuto la possibilità di provarla, di cercare di comprendere nel poco tempo a disposizione se potesse essere la mia moto.
continuato poi il venerdì con quel pazzo di Linuccio, che mi ha portato a zonzo per gli appennini e mi ha dato la possibilità di provare la sua Daytona.
Poi il sabato assieme a Maurino, ed altre curve, curve, curve....
Un weekend da incorniciare, uno dei più emozionanti dell'anno.


il 1° Tour Davvico,

piovoso come non mai, tra le alpi elvetiche in posti conosciuti come le mie tasche.
Il Klausen fatto in condizioni proibitive eppur con una veemenza fino ad allora a me sconosciuta sul bagnato.
la mia personale sala giochi motociclistica con in più la ciliegina della compagnia degli amici fidati.
quelli che nonostante la poca strada percorsa( rispetto al preventivato ) hanno saputo rendere tutto perfetto.
hanno reso il mio distacco forzato da Hime meno traumatico.


il 2° Tour Davvico,

Austria, terra ancora parzialmente sconosciuta dal punto di vista motociclistico,
ma da allora, dal 25 agosto nulla è più lo stesso...
un nome, una strada, la Nockalmstraße, un nastro d'asfalto che si insinua tra i monti Nockberge.
La cosa più bella mai fatta con Hime, e dire che pensavo che il Silvretta e l'Albula fossero qualcosa di inimitabile, eppure la Nockalm ha saputo sgretolare le mie certezze.
ma anche qui è stata la compagnia degli amici a rendere tutto più speciale.
Come la bevuta tutti assieme da Barbara alla Gasthof Edelweiss con annessa esilarante e diventente figuraccia da parte mia, l'arrivo di Luca con tuta di pelle "a pelle" per potersi mettere la maglia dell'evento.
e tutto il resto...

Momenti unici come uniche sono state le sensazioni provate.

Il 1° tour però ha avuto uno in se uno dei momenti più brutti dell'anno:
la mia 3° caduta con Hime, lo sconforto dell'inevitabile, del non poter far nulla, di quel maledetto olio misto a pioggia che ha reso quella curva una scivolosa insidia.
il vedere Hime ferita costretta ad abbandonarmi su una sella amica, la sua impossibilità a proseguire assieme a me, il fatto di non riuscire a concepire un giro, viaggio o tour senza di lei...
il vederla andar via su quel carro attrezzi, il non riuscire ad impedire di singhiozzare il mio sconforto.
insomma è stato duro emotivamente, molto di più dei fastidiosi strascichi fisici.
in compenso il rivederla una settimana dopo, caricata su un carrello, ogni volta che guardavo nello specchio retrovisore la vedevo sempre più incazzata e vogliosa di tornare a mordere le curve assieme a me.

l'anno si sta concludendo con tre mesi di stop forzato al lavoro, maledetta crisi .
Mi sta abbattendo lentamente, mi sta consumando questa mancanza di possibilità di poter fare.
detto questo spero che il mio MMXI sia migliore di quest'anno di passaggio...

e se...


Nevica, fuori fa freddo, ha fatto molto più freddo nei giorni passati.
I pensieri fluiscono come se tirassi un invisibile fil rouge tra i tanti, tantissimi fiocchi di neve.
Immagino la ragnatela che appare dal nulla ed invece di sentirmi il grosso ragno che tutto controlla con abile maestria, mi sento la falena in trappola.
Intrappolata in pensieri a volte meravigliosi ed immediatamente dopo nefasti come un improvviso cataclisma.
E se tutto fosse un insondabile segno del destino?
E se tutto ciò servisse a darmi la spinta necessaria a prendere delle decisioni?
E se tutto fosse un'arma non convenzionale per spazzare via la mia indecisione sul fare?
E se ....
chi lo sa cosa sarà di me, al momento non so nemmeno leggermi dentro, eppure....
non provo nulla, non quella giusta paura di cosa succederà, di cosa potrebbe o dovrebbe succedere.
instabile eppur fermo in una costante immobilità tranquillizzante...
Così stabile da sorprendere, da rendere tutto un frame immobile di uno shot di incredibile chiarezza e nitidezza.
Prima o poi capirò cosa fare di me e della mia vita.

giovedì 7 ottobre 2010

Klausenpasshöhe



Un semplice cartello stradale... 


il verde dice Offen/ouvert/aperto/open... la pioggia incessante ci accompagna dal Andermatt.
la prima edizione dell' S.T.M. non ha ricevuto la clemenza del meteo che speravo ma sono in forma e carico come non mai,  inoltre la mia gommatura dovrebbe soffrire queste condizioni ed invece le Qualifier RR si rivelano ottime gomme da bagnato intenso.

La compagnia non mi manca, eppure in questo momento mi sento solo come non mai, solo assieme alla mia principessa giapponese. Le difficili condizioni non fanno che acuire i sensi e la sintonia con la mia moto così da permettermi di avere la sensibilità necessaria alla guida sul bagnato.

La Alpi Glaronesi sono invisibili sotto una coltre di nubi dal grigiore intenso, e tutto ciò che mi rimane alle spalle è passato da non prendere più in considerazione. La concentrazione è totale e ciò mi permette di guidare in modo insolitamente efficace.  Sono la lepre, faccio strada ma assolvo il compito in modo mediocre non preoccupandomi minimamente degli amici che mi seguono. In questo sono stato veramente pessimo ed egoista ma la “frenesia” da curve mi ha travolto come difficilmente mi è capitato in questi anni con Hime.

La strada è sempre più bagnata, la visibilità sempre minore, con il crescere dell’altitudine devo aggrapparmi ai meandri della mia memoria per seguire un percorso tanto amato.
Il nastro d’asfalto si riduce in larghezza le curve si fanno più strette, il bosco lascia il passo alla roccia viva, i guard rail lasciano spazio a semplici balaustre anoressiche e so che oltre questa esile protezione vi è un abisso di roccia erba ed acqua.

La strada si infila in una nube che vomita pioggia intensa per ogni metro percorso,  l’asfalto non riesce a gestire tutta quest’acqua e sinuosi ed infidi torrentelli serpeggiano in tutte le direzioni rendendo arduo alla fisica il compito di tenermi in piedi.

Una sporgenza rocciosa fa da trampolino per un’improvvisata cascata d’acqua che grazie a dio termina la sua caduta appena oltre la sede stradale. Il fatto che tutto sia ovattato da contorni confusi e poco netti rende il panorama ancora più surreale.

Destra, sinistra, dai gas, stacca gli ultimi km sino al Passo ed al rifugio passano in solitudine ed all’arrivo un’occhiataccia di un amico mi fa sospettare che forse ho esagerato un tantinello.
Il parcheggio del rifugio è praticamente invisibile e per far in modo che gli altri non vadano “lunghi” parcheggio Hime al sicuro e faccio il controllore di volo della situazione.
Alla fine arrivano tutti e possiamo rifugiarci al caldo e ristorarci con qualcosa di caldo.

La discesa beneficia del diradamento delle nubi, così da essere più rapida e meno ostica.
I primi tornanti lasciano spazio ad uno degli altipiani più estesi della Svizzera, verde intenso di una tonalità che gli svizzeri dovrebbero brevettare, non ho mai visto nulla di simile altrove.

Il tortuoso percorso in mezzo al bosco di qualche anno fa fatto al crepuscolo assume un’accezione diversa sotto la pioggia, e vedere sfilarmi lo Stè davanti mi consente di rilassarmi quel tanto che basta per godermi appieno il paesaggio e non pensare troppo alla guida.
Linthal appare dopo l’ultimo dei tornanti in porfido, attendiamo gli altri….

martedì 5 ottobre 2010

2478 m. ü. M.

In effetti così è ridotto a mera cifra, quel Meter über Meer ( metri sul livello del mare il nostro s.l.m ) che definisce la sua altezza, il suo maestoso essere imponente.

Il protagonista di queste righe è il Nufenenpass( Passo della Novena  in italiano ).
Luogo così magico che non è facile da descrivere, specialmente per un motociclista nel DNA.
quindi ho deciso che la sua magniloquenza dovesse essere espressa in modo semplice ed immediato, almeno nel titolo.





Prima domenica di ottobre, tempo molto incerto ma qualcosa mi dice che devo andare in box da Hime, farle la consueta carezza sul serbatoio e partire assieme.


Il trasferimento per arrivare ad Airolo è solo noia autostradale sotto un cielo plumbeo.
Giove pluvio ha deciso, nonostante le nuvole basse, di non aprire le cateratte del cielo.
Almeno fino all'uscita dall'autostrada....


Non ci credo, come imbocco la val Bedretto una fitta pioggerella nebulizzata comincia a cadere e più proseguo verso i 2478 mt del passo più la strada è bagnata.


Nonostante ciò le Dunlop Roadsmart fanno egregiamente il lavoro per il quale sono state progettate ed i 100/110 km/h danzano con ritmo blando sul tachimetro.


Tutto intorno a me è lucido e brillante, il verde dei prati, il nero nastro d'asfalto, il rosso dei tetti dei paesini di Bedretto e All'acqua. Il Ticino qui è appena un torrente, eppure sotto le piogge di questi giorni e le prime nevicate ha fretta di arrivare a valle..


La strada s'inerpica sempre più, le curve si fanno più strette, il bosco di larici cede il passo alla vegetazione bassa.
Più la quota aumenta e più le nuvole basse rendono i contorni di ciò che mi circonda meno netti, fino a diventare del tutto indistinguibili se non a pochi metri davanti a me.


Che peccato, speravo in un miglioramento del meteo al mio spostarmi verso nord ed invece... 
Mentre i miei pensieri divagano sul meteo ecco che la magia si compie:
la medesima sensazione di quando un aereo decollato con il maltempo trapassa le nuvole per ritrovarsi in pieno sole, così Hime sembra letteralmente sfondare la fitta coltre di nubi per presentarmi un nastro d'asfalto totalmente asciutto.


Certo che il sole ancora non c'è ma piccoli sprazzi d'azzurro si intravedono verso nord.
Mi fermo al primo tornante vista valle... 
quello che i miei occhi vedono è difficilmente descrivibile, sembra che la strada venga inghiottita da una massa color latte famelica e vorticosa.


Condizioni meteo simili mi mancavano qui sul Nufenen, le avevo provate praticamente tutte ma questa mi lascia di stucco..
Il mio ritmo aumenta come il ruggito di Hime, la melodia della sua aspirazione diventa rabbiosa e cupa mentre osservo i piccoli trapezi digitali della strumentazione schizzare verso ed oltre i 10.000 rpm.

In men che non si dica siamo in cima, il cartello è già un ricordo ed i miei unici compagni di viaggio sono 2 moto ferme al rifugio ed il postale Svizzero diretto ad Andermatt, anche lui in sosta.


Quindi la mia discesa si fa incalzante, ad ogni curva oso sempre di più per poi ritornare su miti consigli quando strisce di neve sciolta attraversano la carreggiata nel punto di massima piega.


Il cielo è sempre più sgombro, l'azzurro diventa predominante ed il sole finalmente scalda le mie membra infreddolite.


Ulrichen appare ai miei occhi in fondo alla valle baciata dal sole ed in pochi minuti di danza tra una curva e l'altra sono nella valle del distretto di Goms nel Vallese.


Qui posso proseguire..... 


Verso altre meraviglie svizzere.

martedì 31 agosto 2010

Quanto tempo...

è passato veramente tanto tempo dalla mia ultima riflessione..
mi manca lo stato d'animo giusto per lasciar fluire i miei pensieri attraverso la tastiera del mio pc.

peccato, alla fine mi manca un 'po il fatto di scrivere ma penso che prima o poi tornerò a farlo.
A presto allora.

sabato 8 maggio 2010

The First Of Autumn......



Ti accorgi improvvisamente dell'arrivo del vento..
la stantia ed umida aria estiva sta ormai cessando la sua luminosa esistenza.
ll vento incomincia a sussurrare alle foglie di mutare il loro colore in caldo abbraccio dorato. Contraddittoria la sensazione:
brivido intenso sulla pelle al cambiamento,
la temperatura, i primi freddi, le prime piogge.
Eppur l'autunno riesce anche a soprenderti con un abbraccio amorevole,
tepore e calore che donano vita nonostante lui se la stia portando via verso il generale inverno.
Tuttavia non dobbiam temere nella conclusione del tutto perchè l'nverno è solo portatore del grande sonno di madre natura,
sonno che rinvigorisce piante, animali e persone per un approccio al successivo ciclo naturale.

Autunno, incessante cambiamento,
amplesso discrepante di sensazioni statiche e dinamiche,
vorticare intenso di colori di una danza fiabesca,
figure silvane, dispettose fate che spogliano pudici alberi del loro scintillante abito.

Autunno, ingiustamente visto come il finire della vita, quando in realtà la vita è solo mutata d'aspetto in qualcosa di diverso.

Un primo vortice di foglie dorate magicamente descritto dalle note di questo capolavoro...

venerdì 7 maggio 2010

Tempus Vernum



Ergo,
oceanus, maritimus,
ergo
opacare, matutinus,
ergo
septentrio, meridies,
ergo
occidens et orientis,
ergo
oceanus, maritimus,
opacare, matutinus,
septentrio, meridies,
occidens et orientis,
ergo
terra, stella,
hiems et aestas,
ergo
autumnus et
tempus vernum,
ergo
radius solis
et umbra,
ignis, aqua
caelum, luna,
terra, stella,
hierns et aestas,
autumnus et
tempus vernum...

tempus vernum... 



Strano come certe melodie colpiscano il cuore...
lancinante e doloroso benessere
a ricordo di una stagione, quest'anno, mai cominciata